“Il tirabuscion l’abbiam trovato ma ci manca la bottiglia” La rotonda del Dico prima di Morciano

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“Il tirabuscion l’abbiam trovato ma ci manca la bottiglia” La rotonda del Dico prima di Morciano.

tutte le volte che passo davanti al monumento, da tutti conosciuto come il cavatappi della rotonda Dico, lo guardo e sono pervaso da dubbi sulle mie capacità di riuscire a captare il messaggio che l’ autore, di cotanta opera, volesse trasmettermi.

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foto di C. M.

Evidentemente, in materia di arte moderna, sono molto ignorante. Ho davanti ai miei occhi questo cavatappi in lega con le leve alzate verso il cielo

che sembrano voler dialogare, con le antenne della Tv sopra i tetti delle case, e dire : “ma che cavolo ci faccio io qui in mezzo a questo traffico?” Infelice mi pare anche la parte inferiore che con il verme elicoidale ( la vite di Archimede) sembra voler trapanare la rotonda dipinta di blù fino a voler scomparire dalla vergogna.

Se con il monumento cavatappi si voleva valorizzare la Strada del Vino a parere mio, sia l’ artista che il Comune di San Clemente, non ci sono riusciti.

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Foto di C.M.

Io amo profondamente il vino ma quando vedo quel monumento sono pervaso da una tale tristezza che, per confortarmi, entro nel Dico e mi compro un litro di Tavernello in brik di tetrapak a strappo.

Ma ripeto ..io per la modern art sono ignorante ma tutto quanto rasenta il Kitsch lo comprendo bene.

Carlo Morigi

6 pensieri su ““Il tirabuscion l’abbiam trovato ma ci manca la bottiglia” La rotonda del Dico prima di Morciano

  1. Si tratta di rotonda “asimmetrica”, pericolosa perché venendo da morciano non è necessario rallentare. Inoltre ha uno scalino ideale per fare finire a terra i veicoli a due ruote. Una genialata completata da una opera grigia che non ne esalta la visibilità notturna complice la mancanza totale di catarifrangenti. Magari sapere quanto è costato il cavatappi aiuterebbe.

    • Hai perfettamente ragione siegfried ! La mia impressione era riferita solo all’ aspetto estetico ed alla sua inutilità pubblicitaria mentre la tua è una osservazione tecnica molto importante e mi auguro che le autorità competenti vi pongano rimedio! I costi ????? sarei curioso anche io di saperlo.

  2. Sono convinto anche io che le opere d’arte al centro delle rotonde non sempre colgono l’interesse degli automobilisti che vi girano attorno ma che dire… dichiarare che vedere l’opera faccia venir voglia di acquistare un litro di Tavernello in busta tetrapak al Dico penso sia un commento degno del miglior giornalista del circolo degli incompetenti. Con affetto da Montegridolfo.

    • Non sono un esperto d’arte…. e mi perdonerai se non riesco a prenderci tutti sul serio…

      In tema d’opinioni, io ho sempre pensato che un’opera, per essere tale, debba essere interpretatile relativamente al pensiero dell’artista… che debba comunicare qualcosa del suo pensiero o dei suoi schemi mentali…

      Ora non so cosa possa aver attraversato la mente di costui nel suo sforzo creativo, Ma onestamente il massimo che mi riesce di comprendere dal messaggio non verbale contenuto in una immagine di un cavatappi che saluta, mi impone pressochè la medesima interpretazione suggerita da Carlo. L’inaugurazione di un’epoca di degustazioni all’insegna del “Fast” e dell’ “User Friendly” che preludono la dismissione del vetusto attrezzo, avviato sulla strada dell’oblio… o di Osteria Nuova… difficile capire.

      L’assimetricità delle braccia nella posa plastica dell’addio, peraltro, danno persino un’idea di inutilizzabilità circa la primitiva e non meramente estetica funzione di un tirabusone, mentre se più naturalmente avesse avuto le leve moderatamente aperte e simmetriche, in un convenzionale gesto d’accoglienza, almeno non avrebbe fatto dubitare di poterlo impiegare con una bottiglia da sogno dei più sfrenati e megalomanici.

      Dopo questa interpretazione più kitsch dello stesso cavatappi, conoscendo bene il Carlo, sono sicuro che il sentirsi promuovere da blogger a “giornalista” lo rallegrerà a tal punto da festeggiare con ripetuti brindisi a se stesso.

      La solennità dell’evento meriterà qualcosa di maggiormente nobile, rispetto al tavernello, ne vada pure di quel pò di manodopera necessaria per stappare.

      :-) Con tenerezza, da Santarcangelo.

      • Lorenzo toglimi una curiosità : non sarai mica tu l’ autore del tirabuscion della rotonda Dico?
        Non sono un giornalista e neppure un critico d’ Arte perchè non mi ritengo sufficientemente competente.
        Comunque sappi che che qualsiasi opera esposta in luogo pubblico è soggetta ad un giudizio critico di consenso o disapprovazione . Anche il web virtualmente è uno spazio pubblico di conseguenza prendo atto del tuo commento critico. Mi preme comunque insistere che un opera che occupa uno spazio pubblico deve trovare un equilibrio con il gusto ed il gusto con la sua utilità o inutilità.
        Girando intorno a questo enorme cavatappi, condannato chissà per quanto tempo a stare conficcato in quella rotonda, io contrariamente a te ed a tanti altri , che notano solo l’ immobile oggetto, senza indifferenza ho cercato di interpretarne il significato. Il risultato ? Una ricerca imperativa di una imitazione oggettiva di un moderno cavatappi oggi in vendita in qualsiasi ferramenta o negozio di articoli casalinghi. Una inadeguatezza stilistica, a mio avviso questa, di un oggetto convenzionale freddo e antigeometrico che in me ha generato solo tristezza ! Questa l’ unica responsabile dell’acquisto del Tavernello, che detto tra noi , oggi si sta distinguendo come qualità ed anche nel prezzo tra i tanti vini ciufega in busta tetrapak nelle scansie dei discount.
        Lorenzo benvenuto nel Grillo di Gemmano
        Carlo

  3. a parer mio lo scultore ha voluto giocare con la somiglianza che il classico cavatappi ha con una ballerina classica che danza in punta di piede. Del resto credo che un bambino su due abbia giocato col cavatappi ricreando evoluzioni da ballerina.

    Personalmente non amo particolarmente l’arte contemporanea e moderna. L’esempio più assurdo è quello delle opere di Lucio Fontana: delle tele tagliate del valore di 250-350 mila euro. Vedevo proprio ieri una sua opera battuta all’asta da Sotheby’s per € 450mila.

    Un’altro esempio di opera discutibile è il “cavallo al neon” davanti alla stazione di Riccione (http://www.romagnanoi.it/news/rimini/558079/Cavallo-alato-per-salutare-turisti.html). Ed in tutto questo mi chiedo quanto sborsino le amministrazioni pubbliche…

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