A Gemmano ho ritrovato il mio amico d’ infanzia Ermanno Vites ” l’ irruento pittore che dipinge la musica”

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vitesimagesridDa diversi anni vive a Gemmano Ermanno Vites, pittore, scultore e ceramista della Venezia Giulia , è nato a Gorizia nel 1936. Si è diplomato Maestro d’Arte in ceramica, scultura e pittura presso l’Istituto F. Mengaroni di Pesaro. “ La pittura è il canto dell’anima – spiega Vites- attraverso uno studio calmo e attento si giunge alla maturazione con creazioni artistiche complete”. Link video : Vites l’ irruento pittore che dipinge la musica p1 – YouTube

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Vites mostra un don chisciotte

I suoi capolavori sparsi non solo in Italia ma anche in Iran .Una sua opera si trova al Museo della Ceramica di Faenza e al Museo della Ceramica della Repubblica di San Marino. Un grande basso-rilievo in ceramica si trova alla Banca Malatestiana di S.Giustina-S.Vito (Rimini) Una scultura in ceramica “Cristo Risorto“ e le stazioni della Via Crucis si trovano presso la chiesa della Riconciliazione di Rimini. Vites una vera ricchezza sconosciuta per la cultura a Gemmano

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Una vecchia foto con tutti i bambini del collegio Zandonai nel 1949

Avevo 8 anni , quando nel 1946 entrai a Pesaro nel collegio Riccardo Zandonai , era molto difficile entrare in questo collegio, fondato da un energico prete pesarese Don Pietro Damiani con lo scopo di ospitare i piccoli orfani ed esuli giuliani, io fui ammesso come orfano di guerra e perchè mio padre era morto in Istria a Pola. Allora facevo parte del coro dei “Pueri Cantores” Zandonai e fu appunto nel coro che diventai amico di Ermanno, un ragazzo di Gorizia, di 2 anni più grande di me. Con il coro ci esibivamo spesso a Pesaro nelle chiese, nell’Auditorium del Conservatorio ed al Teatro Gioacchino Rossini. Avevamo un repertorio di opere religiose ( messe solenni di Lorenzo Perosi e Zandonai ) e classiche ( di Verdi, Rossini, Donizzetti,etc).

Di quegli anni, passati al “Villaggio del fanciullo” ricordo la ferrea disciplina del collegio, le marcie ed i saggi ginnici fatti con qualsiasi clima , d’ inverno e d’ estate. Uscii dal collegio sei anni dopo e con il tempo di Ermanno avevo anche dimenticato il cognome. Ho fatto questa premessa perchè, attraverso l’amore che nutro verso qualsiasi forma artistica, dopo circa 60 anni ho ritrovato a Gemmano il mio amico, di una infanzia per entrambi travagliata, Ermanno Vites.

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Emblema Collegio Zandonai

Non conoscevo bene Vites ! Per me, e sicuramente per tanti altri gemmanesi ,era soltanto il pittore che gioca spesso a briscola al bar Roma. Non avevo la minima idea del valore delle sue opere e di quanto questo artista fosse apprezzato ed ammirato in tutto il mondo. Una sera , incontrandolo al bar , gli chiesi di poterlo incontrare, possibilmente nella sua bottega, per ammirare i suoi capolavori.

La sua accoglienza è stata cordialissima consentendomi così di porgli numerosissime domande sul suo percorso artistico. << la passione per la pittura – ha esordito – è nata in me dalla prima infanzia, avevo poco più di due anni, ancora non camminavo, e trascinandomi sulle ginocchia disegnavo sullo zoccolo della stanza con qualsiasi materiale figure di persone o animali. Crescendo, questa passione quasi compulsiva, mi spingeva a riempire con colori e figure qualsiasi foglio o superficie bianca.>> Si dice che pittori non si nasce ma si diventa ma nel caso di Vites mi sento di affermare che Vites è nato pittore.

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Vites accanito fumatore

Le sue tecniche principali : olio, acrilico, tempera, tecnica mista, ceramica e scultura. I suoi soggetti preferiti scaturiscono da vasi di fiori che prendono forma di visi di donna o di tristi pierrot attraverso una loro magica evoluzione di curve e colori. Ricorrenti nei sui quadri gli strumenti musicali : cetre, saxofoni, chitarre e flauti che appena abbozzati sfumando appaiono tra le mani dei diversi soggetti. Numerose le albe ed i tramonti con soli rossastri e lune giallognole che scandiscono onirici risvegli dei sensi e della natura. Il personaggio principe della sua numerosa collezione e decisamente Don Chisciotte della Mancia . Chiedo al maestro Vites come mai questo suo amore per questo pazzo personaggio? 

Vites don chisciotte

Vites don chisciotte

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Morte del Mare

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Gemmano il campanile

Quasi arrabbiato Vites : << Ma cosa dici ? Don Chisciotte non è pazzo ma un grande romantico. La sua visionaria ostinazione lo spinge però a leggere la realtà con altri occhi. Quindi negli assolati campi di grano vede ondeggiare i sui nemici ed inizierà quindi a scambiare i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, le greggi di pecore con eserciti nemici. Combatterà questi avversari immaginari risultando sempre sonoramente sconfitto, e suscitando l’ilarità delle persone che assistono alle sue folli gesta. Ma tutto ciò che vede con i sui occhi sbarrati è poesia, romanticismo e purezza e nelle sue visioni non c’ è cattiveria ma solo il grande desiderio di salvare il suo grande amore: Dulcinea del Toboso >> . Navigando in internet ho trovato le tracce di Vites persino in Iran. Infatti Ermanno mi ha raccontato del suo periodo vissuto in Persia  dove lavorò per lo Scià  Mohammad  Reza Pahlavi e Fara Diba decorando le camere ,con fiabe orientali , per i futuri figli nascituri. Per parlare approfonditamente di Ermanno Vites non mi sarebbe sufficiente tutto il Blog ed inoltre tantissimi critici e maestri d’arte su questo grande artista hanno scritto innumerevoli recensioni sui siti e sulla stampa di tutto il mondo.

Curiosando tra i suoi numerosi quadri uno mi ha particolarmente colpito per la sua originalità ed attualità. Mai sino ad oggi avrei pensato che l’arte potesse rappresentare così intensamente e drammaticamente il danno che l’uomo perpetra sull’ ambiente. Questo quadro raffigura l’agonia del mare che morendo alza la mano verso il cielo chiedendo aiuto ad un sole arrossato per l’ira mentre uno stuolo di preti e chierichetti si apprestano all’accompagnamento del suo funerale. Il mare che muore è raffigurato da una donne bluastra dinoccolata ed infertile avvelenata da infinite sostanze tossiche.

Ho chiesto a Vites che rapporto avesse con Gemmano e con i gemmanesi << Amo profondamente questo paese che ho volutamente scelto per viverci e lavorare. Con i gemmanesi ho rapporti di amicizia anche se li vedo molto disinteressati alla mia pittura. Una grande delusione l’ ho provata in occasione della mia personale a Montefiore Conca dove esposi 50 delle mie migliori opere tra olii, tempere e carboncino. In quella occasione mi aspettavo almeno all’inaugurazione della mostra la presenza di un rappresentante della Amministrazione comunale. Invece nulla neppure un telegramma di auguri per la buona riuscita della mostra.Tale assenza mi fece capire la poca importanza che i gemmanesi attribuiscono agli eventi culturali >>.

La pittura di Vites è irruenta e compulsiva ora la predilige alla ceramica. << Il risultato è più immediato – mi dice- per la ceramica ci vuole più tempo e pazienza>>. Il suo lavoro non è commerciale  e le sue opere esprimono tutte le gioie e sofferenze vissute sin dall’ infanzia. Non ama molto parlarne: << Sono cose troppo intime per metterle in piazza – mi dice – torna comunque a trovarmi la mia casa e la mia bottega sono sempre aperte a tutti i gemmanesi.>>

Ci siamo salutati! Ho passato un pomeriggio meraviglioso e sono tornato a casa arricchito dalla piacevole  senzazione di avere ritrovato una persona a me tanto cara nella mia infanzia.
C. Morigi

Guarda La Mostra Web  Link:Vites l’ irruento pittore che dipinge la musica p1 – YouTube

 

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