“Gmén cum una volta”- Riportiamo il Monumento ai Caduti nella Piazzetta San Lorenzo.

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monumento 2 rid“Gmén cum una volta”. Oggi di Gemmano come una volta ci sono rimaste solo le mura esterne del perimetro del Centro Storico, mura che dall’interno non sono tutte percorribili perché interrotte da proprietà private.

duce

Il Duce inaugura ol Monumento ai Caduti a Gemmano

Un centro storico, che non si può dire brilli per la sua bellezza; dove la fretta di lenire le ferite avute con le distruzioni della guerra, e la poca attenzione dei suoi abitanti, han fatto sì di non farlo tornare alle sue antiche sembianze.
Un centro che non è impreziosito da nessuna vecchia vestigia o monumento, a parte quello dei Caduti della 1° Guerra Mondiale anche questo più volte spostato.
In origine collocato per volere di Mussolini ( e da lui inaugurato) nel parco delle Rimembranze in via Circonvallazione e poi spostato entro le mura nella

Il primo monumento ai Caduti a Gemmano

Il primo monumento ai Caduti a Gemmano

Piazzetta San Lorenzo dove restò sino al termine del mandato conferito al Sindaco Casadei Ledino, poi ancora , per una inspiegabile ed a noi non  nota volontà del successivo Amministratore, spostato nella attuale sede dove malapena lo si nota.
Non è solo una mia opinione , anche il Sindaco Riziero Santi ha postato su Fb una sua riflessione che pienamente condivido: < Tutte le mattine che arrivo in piazza il monumento ai caduti di tutte le guerre lo vedo come fuori posto, sacrificato in un angolo, non valorizzato. Questa mattina butto l’occhio su una vecchia foto e scopro l’arcano. Ci sarà sicuramente stata una buona ragione per spostarlo, chissà se ne troviamo una altrettanto valida per rimetterlo al suo posto? >

Altra inaugurazione del Monumento nella Piazzetta San Lorenzo

Altra inaugurazione del Monumento nella Piazzetta San Lorenzo

Certo signor Sindaco , riportiamolo nella Piazzetta San Lorenzo ! Di valide ragioni ne posssiamo trovare tante e prima fra tutte quella di valorizzare il paese con tracce che lo riconducano alle sue passate origini. Abbiamo votato un sondaggio per cambiare il Gonfalone…..postiamone un altro su Vivo Gemmano sul Monumento…… e ascoltiamo il parere dei cittadini.

Di errori nel dopo guerra ne sono stati fatti tanti ad esempio quello di non conservare un piccolo rudere di una abitazione distrutta all’interno delle mura per farne un monumento sacrario quale tangibile testimonianza del martirio subito da Gemmano ( la Cassino dell’Adriatico) e dai suoi abitanti sotto i bombardamenti del settembre 1944 nella seconda guerra mondiale, quando gli alleati sfondarono la linea gotica.

Oggi lo vedi solo al di la della siepe

Oggi lo vedi solo al di la della siepe

Anche il moderno palazzo del Comune, costruito all’interno delle mura del centro storico, è fuori luogo . Si è vero ! Erano altri tempi ma, un oculata Amministrazione, affiancata da un bravo Pianificatore urbanista, lo avrebbe fatto costruire o lasciato al di fuori dalle mura di cinta del centro, nella sua vecchia Sede ( ora adibita ad Asilo comunale). Ma , non parliamone, spostare il Comune è una operazione molto più complessa di quella che richiede lo spostamento del Monumento.

Carlo Morigi

5 pensieri su ““Gmén cum una volta”- Riportiamo il Monumento ai Caduti nella Piazzetta San Lorenzo.

  1. Condivido e confermo. Ci sono due ipotesi: tornare in piazzetta San Lorenzo oppure collocarlo nel giardino sotto le mura, all’ingresso del paese e con le mura illuminate a led, per valorizzare anche quel luogo e integrarlo col Centro Storico con percorsi pedonali dedicati. Su queste opzioni possiamo aprire un confronto democratico e poi procederemo coi lavori. Grazie. Saluti.
    Riziero Santi

    • Signor Sindaco sono contento di questa condivisione. Il centro storico è il biglietto da visita di chi arriva a Gemmano. Purtroppo abbiamo un centro storico che non si sposa degnamente con la Gemmano “balcone dell’Adriatico”, che vanta uno dei territori più belli e più integri dell’ Emilia-Romagna, che dai suoi 460 metri dal livello del mare offre , ai suoi abitanti e visitatori, dei panorami da cartolina. Basta affacciarsi sulle mura malatestiane dal lato Est per ammirare ( anche senza il canocchiale) per 190 gradi uno scenario da mozzafiato: A Nord tutta la costa dai lidi ravennati sino ai colli San Bartolo ed Ardizio a Sud nel pesarese.
      Se ti soffermi poi a guardare il panorama , in una giornata di bel tempo, respirando ad ampi polmoni assumi tanto di quello iodio che non respireresti neppure seduto sulla battigia in riva al mare a Rimini o a Riccione. Indiscutibili ed impareggiabili poi le bellezze della Riserva Naturale di Onferno e della Valle del Ventena con scorci di verde e siti da urlo..
      Nonostante tutte queste ricchezze Gemmano stenta a decollare turisticamente. Come mai? Non so darmi una risposta e, divagando con il pensiero, sono giunto a conclusione che al paese gli manchi “l’anima”. L’ anima di un paese è il suo Centro Storico (anche se minore), con il suo borgo, la sua piazza e la sua chiesa. Purtroppo il Centro è completamente privo di tracce del passato. Non esiste in tutta la piccola area, all’interno delle mura, un solo restauro conservativo delle case, con i muri a pietre a vista , come si usava una volta ed i malandati intonaci di calce e cemento, della maggior parte degli edifici, sono privi di adeguate e colorate tinteggiature. Ma cio che manca veramente al centro storico è una vera e capiente Piazza, e quella che viene chiamata Piazza Roma , purtroppo, non è altro che una larga strada di accesso al paese , con spazi da entrambi i lati adibiti a parcheggi per auto.
      il progetto Divina Gemma, ovvero il parco letterario storico-musicale, nato da una sua geniale idea , che abbina le cantiche e i temi della Divina Commedia agli scenari gemmanesi, partendo dalla Riserva Naturale e dalle Grotte di Onferno ( Inferno) dovrebbe concludersi con l’ arrivo nel Centro Storico ( ovvero in Paradiso) Or bene ! Facciamo in modo che questo Paradiso non sia così anonimo e stinto e diamogli un po di colore altrimenti i turisti, che il Parco letterario storico-musicale numerosi dovrebbe richiamare, potrebbero scambiarlo per il Purgatorio.

      Ora affrontare questo compito di restyling urbanistico, di rilevante portata strutturale e senza un Euro di finanziamento, spetterebbe a lei signor Sindaco. Una impresa titanica, questa, pressochè impossibile; ma il futuro di un paese lo si programma per tempo e cominciare a pensarci sopra aprendo un civile dibattito sarebbe veramente opportuno. Va detto inoltre che ad abbellire il proprio paese, rendendolo attraente e più vivibile non spetta solo alle Istituzioni ed anche un sano orgoglio dei propri residenti, con un vero spirito di appartenza al Borgo ed una loro concreta collaborazione, potrebbe rendere meno utopistico il suo progetto.
      la ringrazio per l’ attenzione e la saluto cordialmente

      Carlo Morigi

      • Assolutamente d’accordo con questa iniziativa. Da sempre mi sono domandato, infatti, il perchè di questa “punizione”. Il monumento ai caduti, dello scultore Riminese Elio Morri, uno tra i più quotati in ambito locale e non solo, era una delle poche (sic.) attrattive di questo paese, che può contare solo sulla fortuna di un magnifico panorama.
        Me lo ricordo ancora, ai tempi della sua collocazione nella piazzetta, ovviamente non è quello di mussoliniana memoria, sicuramente andato distrutto nel secondo conflitto mondiale, e ricordo pure le polemiche che, in quegli anni, i famosi ’60, serpeggiavano nel paese, per la singolare foggia dell’ opera, così lontana dall’archetipo che si aveva nell’ immaginario collettivo. Non per questo, però, col tempo fu meno gradito alla popolazione e ai turisti che, arrivando sul “cucuzzolo”, guardavano ammirati questa statua stagliarsi elegante e, allo stesso tempo austera, contro l’azzurro del cielo e del mare, circondata ed impreziosita da alberi. Purtroppo, mi viene da pensare, che abbia dovuto far posto alla più remunerativa “SAGRA DELLA PAPPARDELLA” e questo pensiero mi fa venire un gran magone.
        Per quanto riguarda la scarsa lungimiranza degli amministratori del dopo guerra riguardo alle scelte urbanistiche del Paese, nulla da dire ma, mi viene anche da pensare, che all’epoca, fossero più impellenti scelte tecnicamente più pressanti, del tipo acquedotti, linee elettriche, strade ecc… e poi Gemmano è in buona compagnia, visto che a un tiro di schiopoo c’è la ben più famosa Rimini che con i suoi tanti soldoni, non ha saputo generare altro che un architettura urbanistica talmente scadente e caotica da essere bollata come “RIMINIZZAZIONE”, che sta a significare….”SCHIFO”.

        • Sarebbe opportuno approfondire un dibattito su questo argomento ci sono luoghi più appropriati per dar risalto al monumento. Ad esempio nel giardinetto sotto le mura all’ingresso del paese . Lo si potrebbe far risaltare di notte con dei fari che lo illuminino assieme alle mura. Nelle intenzioni del Sindaco Santi c’era il progetto dell’illuminazione delle mura malatestiane per farle risaltare di serà e rendere Gemmano più bella agli occhi dei turisti. Se ciò non dovesse avvenire vorrebbe dire che i tre vecchi abeti rossi sono stati sacrificati invano . Carlo Morigi

          • Certo, un’illuminazione appropriata, darebbe un alone suggestivo a tutto il profilo del Paese che ne guadagnerebbe tantissimo dal punto di vista estetico, però mi permetto di insistere sulla collocazione del monumento nel suo sito originale, perchè nel giardinetto sotto le mura, sarebbe visto solo di passaggio mentre collocandolo all’interno del paese, potrebbe diventare la giusta chiosa di un’ideale passeggiata culminante con quel pò pò di sguardo sull’Adriatico. Questa è solo una mia personale posizione, ma spero che serva a rianimare il dibattito. A presto.
            Paolo

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