Il restauro della casa di Raffaele Colella ( alias Raf Tenore) ed il suo nesso con la Linea Gotica.

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70colellaridQuando vedo la casa di Raffaele Colella  in pietra a vista, all’inizio della Via Villa all’imbocco con la curva della Provinciale, non posso fare a meno di pensare ai tragici eventi del Settembre 1944 vissuti dai gemmanesi e dagli abitanti dei tanti altri paesi attraversati dalla Linea Gotica. Link per slide show sulla Battaglia di Gemmano: http://youtu.be/bIj8ZK6tXJ0

Nel Settembre del 44 , io a sei anni , orfano di padre morto in guerra e privo anche di mia raf8madre, ero sfollato nel paese natio di mia nonna a Novilara, una collina alta circa 300 metri nel pesarese ed avamposto a sud della Linea Gotica. Conservo ancora della II° guerra mondiale i ricordi più indelebili : la fame e il pane nero donato dai tedeschi, l’ odore della stalla dove di notte dormivamo, il prurito dei morsi delle pulci e dei pidocchi, la vista dei primi morti attorno ad un carro armato incendiato perché colpito da una bomba aerea, i bengala che di notte cadevano lentamente su Pesaro come fuochi artificiali e la illuminavano e di quando smontavamo i proiettili dai bossoli di cartucce di fucile per giocare con la polvere da sparo. Allora l’infantile incoscienza non mi faceva vivere quei momenti con paura e solo a posteriori, diventando adulto , mi resi conto della gravità con cui, io e mia nonna Ida, vivemmo quel tragico periodo.

raf4Mi scuso per la divagazione e ritorno alla vera ragione di questo post : la casa di Raffaele Colella. Specialmente ora che è stata restaurata come era in origine la sua casa alla Villa e l’ unica in tutta Gemmano che riesce a farmi risvegliare i ricordi della ultima Guerra Mondiale e soprattutto delle battaglie svoltesi sulla Linea Gotica. Forse dipende dai ruderi, ancora non restaurati, che attigui la affiancano la circondano. Ruderi di pietra, attorniati da rami di verde, senza tetto con le mura dai calcinacci cadenti ed annerite dal tempo, che si slanciano verso il cielo e che suscitano il ricordo delle distruzioni.

FRONTEWEBieriMa il motivo principale è quella finestra che si apriva verso la cima della collina di Gemmano e dalla quale, il 6 Settembre del 44 dopo avere conquistato la Villa , gli alleati controllavano le mosse dei pochi tedeschi rimasti nascosti tra le rovine del centro di Gemmano.
Finestra che lo scatto di un fotografo inglese, al seguito dei combattenti delle brigate britanniche, ha immortalato con una foto di un soldato britannico intento a scrutare, con un binocolo, tra le rovine della chiesa di San Lorenzo una eventuale presenza di mitraglie nemici .
Quella foto, poi donata dal Imperial British War Museum ai Comuni dei luoghi dove avvennero i combattimenti, è comparsa quale simbolo della Battaglia di Gemmano e della Linea Gotica, su tutti i libri della storia di quel periodo ed è tutt’ora molto molto usata nei Blog e nei media in occasione delle annuali ricorrenze.
raf6Purtroppo la finestra della foto negli anni, per esigenze di stabilità dei muri portanti, fu murata.

Oggi questa casa,  che é oggetto di ammirazione anche da parte tanti turisti, che si fermano a fotografarla per il suo fedele restauro ( a parte i suoi civettuoli comignoli), andrebbe presa maggiormente in considerazione quale simbolo di quel travagliato periodo di guerra ed onestamente ancora non capisco perché , in questi 70 anni trascorsi dalla fine del conflitto mondiale, a nessun amministratore sia mai venuto in mente, per dare giusta dignità al ricordo, di apporre una lapide dove nel 44 c’era la finestra di quella storica foto.
Sulla Battaglia di Gemmano e sulla Linea Gotica abbiamo tanti libri, scritti dal compianto professor Amedeo Montemaggi, che ci ricordano quei belligeranti eventi oltre ad una preziosa raccolta di foto, documenti e corredata dai racconti di persone anziane sopravvissute alla guerra che pazientemente Silvana Cerruti ha raccolto in due anni di lavoro e che ha fissati nel prezioso volume “ La guerra all’improvviso” e nelle interviste del video “Rosso è il fronte”.
raf1Libri e lavori questi che tentano di portare i lettori ad immaginare quei terribili periodi.
Ma quello che manca a Gemmano sono dei reperti fisici che ricordino il cruento tracciato della Linea Gotica. Nessun cippo o segnale a memoria della battaglia sul monte Gardo o una lapide all’ingresso del rifugio sotto la riva delle mura e a parte il monumento ai Caduti in Piazza Roma non un segno di riconoscimento del sacrificio di migliaia di civili e soldati morti per la nostra libertà.
Ma non è mai troppo tardi e, con il senno di poi, ad un prossimo Anniversario …..volendo e potendo….. si può sempre rimediare.

Carlo Morigi

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