4 dicembre alle ore 10.27.Terre Solidali ha pubblicato sul diario di Il Grillo di Gemmano:QUESTO NON E’ UN PAESE PER TUTTI

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profulogoLa Cooperativa Terre Solidali di Gemmano-Onferno in merito all’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Gemmano in data 25.11.2014 ed agli articoli successivamente pubblicati dai quotidiani locali intende fare chiarezza sull’accoglienza dei 20 profughi accolti presso l’ostello di Onferno.

Alcuni profughi con un loro assistente

Alcuni profughi con un loro assistente

Terre Solidali , attraverso una convenzione stipulata con Prefettura di Rimini e Ministero degli Interni secondo i criteri sanciti dall’operazione Mare Nostrum, dal 18 Agosto 2014 accoglie 20 profughi richiedenti asilo provenienti da Gambia, Nigeria, Senegal e Bangladesh.
Abubacarry, Ibrahim, Rasel, Famara, Ibrahima, Abdoulie, Sulayman,Modou, Ebrima, Lamin, Isaac, Mohammed, Boubacar,Hossain, Mostafa,Salauddin, Ibrahima, Kitabou, Abass, e Rasel hanno storie e vissuti diversi ma sono tutti in questo momento in cerca di pace . Hanno rischiato la loro vita due volte , la prima attraversando il Sahara, la seconda il Mediterraneo. Meritano pace, rispetto e onestà. Prima di tutto.
Sono qui, in questo momento, nel rispetto di un diritto fondamentale dell’uomo. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espressamente indicato all’articolo 14 della Dichiarazione Universale per i diritti dell’Uomo, approvata il 10 dicembre 1948, che “davanti ad una persecuzione, tutte le persone hanno il diritto di chiedere asilo e di beneficiare dell’asilo in un altro paese”.

Un profugo apprende i primi elementi della nostra lingua

Un profugo apprende i primi elementi della nostra lingua

L’unico contatto avuto con l’Amministrazione di Gemmano risale ai giorni di Agosto precedenti l’arrivo dei profughi a Onferno. Una telefonata del Sindaco che manifestava forte rifiuto ad ospitare i profughi nel proprio Comune. La Cooperativa, vista la difficoltà di reperire alloggi in altri comuni della provincia di Rimini, vista l’esperienza maturata anche durante l’emergenza Nord Africa e vista la disponibilità di una struttura idonea e al momento non occupata, non si è tirata indietro. Teniamo a sottolineare questo proprio perché l’affermazione del Sindaco Santi secondo cui le condizioni di accoglienza “creano situazioni di incompatibilità e di tensioni fra profughi stessi e residenti che si sono puntualmente verificate fin dal primo momento della loro permanenza a Onferno e che mettono in serio pericolo l’ordine pubblico e la civile convivenza” [La Voce, 28/11/2014] è del tutto priva di fondamento.

La preparazione dei cibi della cucina etnica e locale

La preparazione dei cibi della cucina etnica e locale

Dal mese di Agosto nessun membro del Consiglio Comunale si è mai più interessato di cosa si stava facendo all’interno dell’ostello, nessun membro del Consiglio ha mai incontrato i ragazzi accolti, nessun membro del Consiglio ha invitato la Cooperativa ad un incontro sul tema . Vogliamo qui rassicurare cittadini e Sindaco che i ragazzi accolti, seguiti dagli educatori, non hanno mai arrecato nessuna problematica di ordine pubblico, si sono sempre comportati nel rispetto delle leggi e del buon vivere civile. Sono anzi scaturite nel tempo relazioni spontanee e positive. Come nel caso di Isaac, che partecipando alle funzioni religiose della Domenica mattina nella Chiesa di Onferno, senza intermediazione alcuna da parte degli educatori della struttura, ha instaurato una significativa condivisione della propria condizione con i residenti del luogo. La partecipazione attiva durante una delle performance del Festival “A Passo D’Uomo” e la pulizia della rupe tra l’ostello e Ca’ Gessi, dove si sarebbe svolta buona parte dell’azione teatrale allestita da Serra Teatro, dal titolo qui fin troppo esplicativo “La Commedia dei giorni bui”, sono altri esempi di collaborazione e tentativi di integrazione, tutto fuorchè pericolosa, con la Comunità di Gemmano.

Preparazion del pranzoe

Preparazione del pranzo

Il nostro lavoro di accoglienza ed integrazione dei ragazzi richiedenti asilo va ben oltre gli standard richiesti dalla convenzione stipulata con la Prefettura di Rimini e con il Ministero degli Interni. Proprio per scongiurare una “ghettizzazione inaccettabile” e “ focolai quotidiani di tensioni sociali sempre al limite del disordine pubblico”[La Voce, 28/11/2014], la Cooperativa ha fornito ai ragazzi venti abbonamenti annuali per fruire quotidianamente del servizio di trasporto pubblico Start Romagna. I ragazzi si spostano in autonomia utilizzando le linee del bus. Questo permette loro di partecipare per due pomeriggi a settimana alla scuola di lingua italiana presso il plesso scolastico di Morciano, e per un pomeriggio a settimana alla scuola di informatica presso gli spazi dell’ex lavatoio a Morciano, nonché di fruire dei servizi sanitari, commerciali e ricreativi del Comune di Morciano così come del Comune di Rimini.
Nel tempo di permanenza all’interno dell’ostello gli operatori organizzano ogni settimana ulteriori 6 lezioni di lingua italiana, oltre che momenti di discussione sulle tematiche civiche per educare i ragazzi ad una partecipazione attiva alla vita sociale e alle sue dinamiche. Gli operatori seguono i ragazzi individualmente nella ricostruzione e nella stesura delle storie personali dei richiedenti asilo, che la Commissione Territoriale di

Un clima insolito per dei cingalesi

Un clima insolito per dei cingalesi

Bologna vaglierà ai fini della concessione o meno della protezione umanitaria. A tutt’oggi la costanza del lavoro e del monitoraggio quotidiano svolto dagli educatori della Cooperativa ha portato il gruppo degli ospiti a raggiungere un’ottima autogestione degli spazi comuni. Le attività di cucina e di pulizia dell’ostello sono svolte per intero dai ragazzi, secondo un calendario ed un’alternanza pienamente condivisa dagli stessi. Obiettivo finale del nostro progetto di accoglienza è la trasmissione di strumenti di autonomia, affinché i ragazzi, se ottenuta la protezione umanitaria, possano integrarsi nel tessuto socio-lavorativo in modo consapevole e attivo, proprio per evitare i pericoli di tensioni sociali ed eventuali ghettizzazioni.
Speriamo che il Consiglio riveda i termini del suo comunicato, speriamo che la frazione di Onferno venga rilanciata a livello turistico e che non dimentichi la sua storia di solidarietà, vivo insegnamento della perduta civiltà contadina e degli abitanti che in questi campi, nelle case , nelle grotte e in trincea hanno perso la vita per una società aperta e capace di fare tesoro delle diversità. Speriamo in un Paese per tutti.
Viceversa un Sindaco e una Giunta in preda alla paura dell’alterità e all’ignoranza che ne deriva non potranno che diffondere tali modi di essere anche ai propri cittadini generando così un circolo vizioso da cui sarà difficile uscire.
Restiamo comunque a disposizione del Consiglio e della cittadinanza per affrontare il tema dell’accoglienza dei profughi in forma congiunta e civile e per il rilancio turistico di un territorio sempre più dimenticato da tutti. Chi ci conosce sa come lavoriamo. L’affetto e la comprensione della brava gente per noi è sufficiente e ci ricompensa. La Cooperativa, nel pieno rispetto del contratto sottoscritto con l’Ente Gestore della Riserva Naturale di Onferno, all’inizio del 2015 lascerà liberi gli spazi dell’ostello, continuando altrove il percorso di lavoro iniziato con i richiedenti asilo.

Cooperativa Terre Solidali

Un pensiero su “4 dicembre alle ore 10.27.Terre Solidali ha pubblicato sul diario di Il Grillo di Gemmano:QUESTO NON E’ UN PAESE PER TUTTI

  1. buongiorno,
    io credo che la destinazione corretta per l’ostello,la locanda e tutto il complesso legato alle Grotte non possa essere che la punta di diamante per lo sviluppo turistico di quella meravigliosa vallata e di gran parte del territorio circostante.Ed in questo bisogna dare atto che il Sindaco Santi esprima una posizione incontrovertibile.Resta purtroppo il fatto che da decine,ormai,di anni nessuna amministrazione pubblica è stata capace di dare una seria programmazione,abbia dimostrato un costante interesse oltre ad affidare,come si propone di nuovo,una generica gestione a terzi.Ben venga un progetto pubblico che dia gli indirizzi di sviluppo,che indichi le priorità e gli impegni che il Comune intende prendere per migliorare l’attuale situazione di semiabbandono,che si indichino le forme di finanziamenti possibili ecc,ecc….Altrimenti ‘zitti e mosca’ ed aiutiamo queste persone che hanno attraversato e stanno ancora attraversando un periodo buio della loro esistenza.

    Tatanani

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