Incendio di Cà Ferrarese: “Tutto va ben madama la marchesa”…..ma non per il Comitato.

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onfincendiorid20150515_105626Incendio di Cà Ferrarese: “Tutto va ben madama la marchesa”….Ma alcuni residenti di Gemmano, a salvaguardia della loro ed altrui salute, si uniscono in un Comitato e chiedono maggiori garanzie sulla reale , e non presunta, “inesistenza di problemi di salute pubblica”.

La mattina alle 10 dell' incendio iniziato alle 2 di notte.

La mattina alle 10 dell’ incendio iniziato alle 2 di notte.

Sotto le ceneri dell’incendio al fienile di Ca Ferrarese non covano solo le spore di amianto ma anche il malcontento e la preoccupazione di alcuni residenti della zona.
Preoccupazioni che neppure il comunicato della Amministrazione comunale, con l’aggiornamento n. 1, è riuscita a dissipare.
Oggi fortunatamente piove ma, quando tornerà il sole ed il vento, le indistruttibili spore di amianto, depositatesi sul terreno, continueranno per anni a girare per la conca di Onferno.
Il Comitato non nasce con finalità politiche, la vita e la salute delle persone non ha “colori partitici”, ma si muove esclusivamente per l’impegno sociale di persone con una sentita responsabilità ambientale cercando di coinvolgere, con una appropriata informazione, tutta la cittadinanza gemmanese.
Il Comitato contesta alla Amministrazione comunale di avere chiuso la vicenda, causa di un significativo disastro ambientale, con una ordinanza che demanda al proprietario di determinare il divieto di accesso all’area contaminata, di coprire le ceneri della combustione e provvedere, con un piano di smaltimento del materiale giacente nel terreno sottostante, alla bonifica dell’ area.

la piccola area delimitata con nastro bicolore.

la piccola area delimitata con nastro bicolore.

Il Comitato pensa che  il Sindaco , in base all’ Art. 54 del D.Lgs. 18 Agosto 2000 n.267 del TUEL, avrebbe potuto fare di più rispetto alla sola ordinanza ed ai controlli per suo rispetto, senza lasciare da solo il proprietario del fienile a risolvere un problema talmente grave.
Il proprietario del fienile ha da solo circoscritto una piccolissima area di pochi metri con nastro segnaletico bicolore bianco-rosso, per delimitare la zona interessata dall’incendio e non si ha la minima idea di quando potranno iniziare le operazioni di bonifica.

Giusta è stata la decisione di monitorare , per scrupolo e non per obbligo, un raggio più amplio rispetto a quello delimitato attualmente dal proprietario del fienile, perché la zona contaminata é molto più vasta di quella circoscritta infatti i componenti del Comitato alle 2 di notte  hanno udito dalle delle loro case, distanti a 500 metri in linea d’aria dal luogo dell’incendio, lo schioppettio dell’amianto che esplodeva determinando il medesimo rumore che provoca una piccola grandinata.

Comunicato della Amm.ne Comunale

Comunicato della Amm.ne Comunale

Non è nostra intenzione aggravare una situazione, di per se già molto seria, con del catastrofismo ma con l’amianto non si scherza anche perchè tutte le malattie da amianto insorgono a distanza di molto tempo. Il dizionario di medicina Treccani cita: ” Le patologie si manifestano spesso molti anni dopo l’esposizione; infatti, l’asbestosi ha un periodo di latenza di 10÷15 anni, mentre il mesotelioma si manifesta anche dopo 20÷40 anni dall’ultima esposizione.”
Più che per noi adulti, che abbiamo superato la soglia degli anta, siamo preoccupati per le conseguenze che potrebbero toccare ai nostri figli o nipoti.
Per questo motivo tra gli obiettivi del Comitato, oltre a promuovere a breve assemblee informative c’ è anche quello di provvedere ad un esposto manifestando queste preoccupazioni, consci che per ora servirà solo per aprire un “punto zero” di partenza ……e se fra 20 anni qualcuno dovesse contrarre una malattia , dovuta all’amianto, ci servirà per dire …..noi l’avevamo detto,
Carlo Morigi

Un pensiero su “Incendio di Cà Ferrarese: “Tutto va ben madama la marchesa”…..ma non per il Comitato.

  1. Caro Carlo,
    anche se ancora non mi sono completamente disintossicato, incomincio a dare segni di ripresa. Vedere che “qualcuno” si interessa alla vita del paese e della Comunità mi dà nuova linfa. In questi ultimi anni purtroppo ho riscontrato un appiattimento della Comunità Gemmanese, le motivazioni sono molteplici, ma partiamo da quella piu’ semplice da analizzare. Condivido pienamente con te, l’opinione che i cittadini della nostra Comunità ultimamente non siano stati “sufficentemente stimolati” sia sotto l’aspetto politico che quello amministrativo. I giovani, sui quali abbiamo riposto le nostre aspettative, risultano demotivati ed incapaci di proporre qualche benchè minima attività che stimoli la Comunità. Per non parlare della minoranza, inesistente a Gemmano. Situazione che porta l’Amministrazione comunale ad appiattirsi su se stessa, non ricevendo gli opportuni stimoli da chi è stato chiamato a doverlo fare. E se la minoranza e la politica non sono in grado di fare bene il proprio lavoro è giunto che siano i cittadini a farlo per loro. Ora è giunto il momento di dire basta e fare qualche cosa per fermare questo” dilagante mal comune che ha colpito la Comunita Gemmanese, che è il totale disinteresse per la vita del paese” non solo di chi fino a ieri era parte attiva di questa Comunità, ma cosa ancor più preoccupante anche da aprte dei giovani. E da dove partire. Bhe… convengo con te che “se veramente vogliamo valorizzare e tutelare il nostro Comune, occorre sviluppare il turismo, tutelare l’ambiente (unico nostro vero patrimionio) e la nostra salute. Per fare questo, cominciamo a chiedere lo smantellamento dei tralicci dell’alta tensione, ed in particolare delle antenne e ripetitori presenti sul monte Gardo, ma anche sul tetto del Municipio e della Chiesa. (Che hanno fatto ammalare già fin troppe persone). A tale proposito, nei prossimi giorni, intendo chiedere un incontro al Sindaco Santi (se tu e Giuseppe vorrete venire con me, sareste molto graditi) per avere informazioni e la documentazione su autorizzazioni, concessioni e controlli a tali impianti. Dopo questo incontro, si potrebbero convocare un’Assemblea pubblica di sensibilizzazione a favore della cittadinanza e se opportuno costituire un Comitato …. “Via Antenne da Gemmano”. Montescudo ci insegna e non partiremmo certamente dal nulla !

    Cordialmente ti saluto,
    Luciano, Emer
    Colombari

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