Sabato 9 luglio, alle ore 17, al Museo Multimediale delle Grotte di Onferno, in collaborazione con l’associazione La Nottola, verrà presentato il libro “Rosso il fronte, la Guerra all’improvviso” di Silvana Cerruti.

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La cover del libro

La cover del libro

Sabato 9 luglio, alle ore 17, al Museo Multimediale delle Grotte di Onferno, in collaborazione con l’associazione La Nottola, verrà presentato il libro “Rosso il fronte, la Guerra all’improvviso” Un interessante viaggio nei ricordi raccolti da Silvana Cerruti, una scrittrice e storica riccionese molto legata a Gemmano ed amata dalla nostra  Comunità.

rosso il fronte, la guerra all'improvvisoSilvana Cerruti si accinge a scrivere il libro “Rosso il fronte, la Guerra all’improvviso” dopo due anni di incontri, interviste, confronti, raccolta di foto e documenti, che mettono a fuoco non solo i momenti spaventosi della guerra, ma anche gli aspetti di un’intera civiltà: come si faceva il pane, il bucato, i tessuti, i vestiti; le parole che si usavano, quanto si lavorava; e il freddo dell’inverno; e gli zoccoli di legno, latta e chiodi; e il ruolo della donna: lavorare e fare figli, sempre e comunque sottomessa.
Per iniziare a scrivere la vera Guerra all’improvviso che piombò su Gemmano:
1944: la Linea gotica, voluta da Hitler per contrastare l’avanzata dell’esercito alleato, taglia in due l’Italia, dal Tirreno all’Adriatico, e passa anche da qui, da Gemmano. «La valle sembrava arata dalle bombe», ricorda una testimone del tempo. La valle è quella del fiume Conca, nel riminese.

Composizione di foto con l'autrice

Composizione di foto con l’autrice

Quel mondo di saperi, di lavoro duro e difficile, di tradizioni antiche viene fatto letteralmente a pezzi. Non c’è più un “prima” e un “dopo”, ma solo un “presente” di morte.
La guerra, all’improvviso, rompe i ritmi lenti della vita contadina. La paura e il dolore prendono il primo posto nella quotidianità della gente di quel territorio, nessun rifugio è sicuro. Interi paesi vengono rasi al suolo, le ferite sono profonde; per lungo tempo la memoria registrerà solo le macerie e i corpi senza vita che “giacciono insepolti”.
Questo libro nasce da un progetto, il “Laboratorio delle memorie al femminile”, con il preciso intento di affermare il diritto alla memoria di chi racconta e di chi ascolta. Senza trascurare il punto di vista degli uomini, l’autrice indaga le emozioni, i problemi contingenti, le soluzioni, le esperienze di vita delle donne.

Emergono memorie legate alla cura per gli altri e alle difficoltà quotidiane. Non parlano, le donne, di postazioni militari o di strategie, ma di compassione, di sofferenze, di paura, di sacrifici, di dolore. Conservano ricordi diversi, attualizzano i discorsi, entrano nei particolari di un’operosità silenziosa nella sofferenza, che mette in risalto la loro adattabilità alle situazioni in nome della sopravvivenza dei legami familiari.
E insieme con quelli di guerra, i racconti legati alla vita di tutti i giorni definiscono l’impronta di un territorio, di una società contadina i cui valori, saperi, usanze e tradizioni sono qui, vivi, e a disposizione delle nuove generazioni. Indispensabili per costruire il futuro.

Fonte : Descrizione libro dal sito  LiberEtà

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