Per mai dimenticare: 73°Anniversario della liberazione di Gemmano da parte delle forze alleate e partigiane 4-15 Settembre 1944.

Share Button

imagespannellogemmanoStoria e Cultura : In occasione del 73° Anniversario della liberazione di Gemmano da parte delle forze alleate 4-15 Settembre 1944. Le battaglie di Gemmano (settembre 1944) Ai primi di settembre l’attacco dell’8a Armata britannica contro la Linea Gotica aveva costretto i comandi tedeschi ad immettere ogni riserva possibile sul fronte adriatico. Nell’ambito dei combattimenti per il centro strategico di Coriano, durante la più grande battaglia campale combattuta sul fronte italiano fra il 4 ed il 12 settembre 1944, il reggimento, agli ordini del tenente colonnello Richard Ernst, difese accanitamente le posizioni ad esso assegnate, subendo pesanti perdite.

Link per slide show sulla Battaglia di Gemmano: http://youtu.be/bIj8ZK6tXJ0  foto1gemdoor2Durante questa battaglia, sviluppatasi in una serie di quattro attacchi inglesi contro le postazioni tedesche, il paese di Gemmano venne occupato durante il secondo attacco del 9 settembre, mentre le altre due azioni successive portarono alla resa delle altre forze della Wehrmacht nelle frazioni di Zollara e Farneto e Monte Gardo. Nonostante la sua brevità, per la sua cruenza viene ricordata da molti storici come la “Cassino dell’Adriatico”.
3 settembre 1944 : una decisione fatidica…
Il 3 settembre il Generale Fritz Wenzell, Capo di S.M. della Decima Armata, sotto la sua diretta responsabilità e senza informare nè Kesserling nè Von Vietinghoff (suoi superiori diretti), ordinò al 100° Reggimento Gebirgsjaeger (Cacciatori di montagna) della 5a Divisione Alpina, di andare a presidiare la collina ed il paese di Gemmano e al 71° Reggimento della 29a Panzergrenadieren( Carristi) di presidiare il centro dello schieramento lungo il crinale di Coriano, tra i paracadutisti di Heydrich e la 26a Panzerdivision.
Questa decisione (una decisione veramente fatidica e “fatale” per migliaia di soldati dei due schieramenti e per centinaia di civili) di fatto sbattè in faccia agli Alleati, per tre settimane, la porta della Pianura Padana, allora appena socchiusa e fece di Gemmano la “Cassino dell’Adriatico”.
Il sipario stava per alzarsi sul dramma della Battaglia di Gemmano.

foto4croce1

La battaglia di Croce foto Shermann inglesi o neozelandesi distrutti alle porte di Gemmano

foto2gemmanomappa0

Mappa del territorio di Gemmano e Linea Gotica

La Battaglia per Croce:Durante la notte tra il 4 ed il 5 Settembre, la 56a Divisione (Gen. Whitfield) fece avanzare verso Croce  la 167a e la 168a brigata, con l’appoggio dei carri armati della 7a brigata corazzata. Il settore era difeso dal 290° reggimento della 98a Divisione di fanteria e dal fuoco dell’artiglieria, controllata dal 100° Reggimento Gebirgsjäger schierato sulla collina di Gemmano. Il primo attacco fu portato da circa 80 carri che, mentre tentavano di attraversare il fiume Conca, vennero puntualmente liquidati dai cannoni germanici.
Quando la prima battaglia di Coriano si stava ormai esaurendo, il Gen. Leese ordinò al 5° Corpo di avanzare lungo la valle del Conca e di prendere Montescudo. Poichè la 46a divisione si era andata ad impantanare presso San Clemente, il Gen. Keightley decise di coprire il fianco sinistro della 46a con la 56a divisione del Gen.Whitfield. Il 4 Settembre la 167a brigata, che nel frattempo aveva occupato Montefiore Conca, fece avanzare un plotone in ricognizione lungo le pendici di Gemmano.
Nel tardo pomeriggio, tuttavia, Whitfield cambiò idea a decise di far avanzare il grosso della divisione lungo la valle del Conca, lasciando indietro solo un battaglione per “far fuori quei quattro tedeschi” che ancora occupavano la zona di Gemmano (che in quel pomeriggio ebbe a soffrire il primo, pesantissimo, bombardamento con cannoni ed aerei). Questa decisione, basata su una imprudente e grossolana sottovalutazione del reale stato delle forze tedesche e delle loro difese, lasciò ai tedeschi stessi la possibilità di prendere tranquillamente d’infilata le colonne di carri armati che avanzavano lungo il Conca.

foto5wermatch

Tomba di un soldato tedesco sul monte Gardo

Il 5 Settembre, sotto una pioggia a dirotto che aveva trasformato in fango la polvere delle strade, lungo le scoscese balze della frazione de La Villa continuarono aspri attacchi e contrattacchi.
Il 6 Settembre, dopo aver perso un gran numero di carri armati mentre questi ultimi si muovevano lungo la valle del Conca, lo Stato Maggiore della 56a divisione si rese finalmente conto del pericolo che si correva lasciando la guarnigione tedesca libera di far fuoco dalla collina di Gemmano, alla sinistra delle colonne in marcia. Fu perciò impartito al 44° Reggimento Recce (ricognizione), l’ordine di un attacco immediato a Gemmano. I carri erano quasi giunti in cima alla collina quando gli “sturm-geschütz” (cannoni d’assalto) e i “panzer-schrecks”  (armi controcarro) tedeschi uscirono dai loro nascondigli.
In pochi minuti 14 carri armati erano stati colpiti ed incendiati !
Durante il pomeriggio, mentre la pioggia continuava a venir giù a secchi, gli inglesi lanciarono un attacco in massa, con l’appoggio di un terrificante bombardamento che rase al suolo le case di Gemmano (come conferma la foto qui sotto, ripresa dalla Villa) e conquistarono alcune posizioni in paese da cui furono comunque scacciati, verso mezzanotte, dai contrattacchi tedeschi.

foto6immagine3

Un cingolato Inglese sale verso Gemmano

I combattimenti continuarono per tutto il giorno 7. Il paese e le zono limitrofe (il Borgo e il Monte Gardo, o Quota 449) furono conquistate e perse almeno quattro volte dai combattenti di ciascuna della parti, ogni volta con pesanti perdite. A sera il 7° Reggimento Oxford & Buckinghamshire, ormai esausto, fu rimpiazzato dalla 169a Brigata Queen’s  .
Il secondo attacco a Gemmano  (8 – 10 settembre 1944)
Continuò a piovere per tutta la mattina dell’ 8 Settembre, ma poi la pioggia rallentò quando due battaglioni (il 2/6° ed il 2/7° con il supporto dei mortai da 120mm, delle mitragliatrici del 6° Cheshire, di due squadroni carri dell’ 8° Reggimento corazzato (RTR) e dell’intera artiglieria divisionale, mossero all’assalto di Gemmano verso le 2:00 del pomeriggio.
Sulle balze scoscese i due battaglioni persero presto molti uomini, falciati dal fuoco delle mitragliatrici tedesche che, nonostante l’uragano di fuoco che, venendo da Montefiore Conca, stava letteralmente polverizzando il crinale, continuavano a sparare all’impazzata sulle truppe che scalavano faticosamente la collina.
Alle 03:45 del pomeriggio, due compagnie del 2/7° di MacWilliam entrarono a Gemmano. Come al solito i tedeschi opposero una ostinata resistenza e, alle otto di sera, dopo accesi combattimenti che causarono gravi perdite su entrambi i fronti, ebbero ragione degli attaccanti che furono ricacciati da tutte le posizioni faticosamente conquistate. In mano inglese rimasero solo due caseggiati, posti sul lato posteriore del paese, che furono occupati di una guarnigione, al comando del Cap. Rossiter, formata da elementi delle compagnie B, C e D del 2/7° btg e da qualche uomo del 2/6°.
Nel frattempo, a circa 700 metri, il 2/6° stava attaccando le posizioni tedesche nell’area del cimitero. Una compagnia raggiunse l’obiettivo nel pomeriggi (ma a quale prezzo ! C’erano volute quattro ore e un mucchio di morti, incluso il Magg.Purdon, comandante della Compagnia, per coprire i 200 metri che portavano a Quota 414), ma ne fu scacciata dal fuoco incrociato dei mortai e delle armi leggere tedesche.

foto7gemrubs3

Il centro di Gemmano alla fine della battaglia

All’alba del 9 Settembre, il 2/7° cercò di portare rinforzi alla guarnigione di Rossiter. La Compagnia ‘A’ del Maggiore Sheppard entrò in paese senza incontrare troppa resistenza. Verso le 7:00 del mattino Gemmano fu occupata.
Mentre gli uomini di MacWilliam stavano avanzando verso Quota 414 ed il cimitero, per ricongiungersi ai resti del 2/6° battaglione, furono fatti oggetto di fuoco da parte di mortai e mitragliatrici pesanti e subirono forti perdite.
Verso mezza mattina, comunque, la situazione si era calmata…
Gemmano e il Borgo, o almeno ciò che ne restava, erano stati finalmente conquistati .
Tutto il versante orientale del crinale era nelle mani degli Inglesi.

foto8zollara

La frazione di Zollara completamente distrutta

Nel frattempo il 2/5° battaglione se la stava vedendo a Farneto con il I battaglione del Cap. Hermann (per l’ardimento dimostrato in questa azione Hermann si guadagnò una Ritterkreuz). Dopo due giorni di acerrimi combattimenti, gli assalti inglesi furono respinti nel pomeriggio del 10 Settembre.
La lotta della Brigata Queen’s per la conquista di Gemmano era finita.
Il terzo attacco a Gemmano  (10 – 13 settembre 1944)
Dopo la conquista del paese di Gemmano, tutti gli sforzi inglesi furono indirizzati allo smantellamento delle difese germaniche della già citata Quota 449. Alla luce delle gravi perdite subite dalla Brigata Queen’s, fu deciso di ritirare la 56a Divisione dal settore di Gemmano e di rimpiazzarla con la 46a Divisione.
Come punta di diamante per il nuovo attacco fu scelta la 139a Brigata (Brig.Harding). Al 2/4° battaglione del reggimento King’s Own Yorkshire Light Infantry (KOYLI) fu assegnato l’incarico di attaccare Quota 449 da est, sulla direttrice Gemmano-Borgo, mentre il 6° Lincolnshire  ed il 6° York & Lancaster , con l’appoggio dei carri del 46° RECCE del Magg. Preen, dovevano attaccare da sudest.
Mentre le truppe si andavano schierando per l’attacco, l’intera zona da Gemmano a Farneto e a Marazzano fu battuta per tutto il giorno da un violento cannoneggiamento e da un bombardamento aeronavale che colpì le posizioni tedesche ma uccise anche parecchi civili.
Come i loro predecessori, anche i KOYLI, per non parlare dei Lincolns, dovettero pagare un pesante tributo di perdite alla violenta reazione dei Gebirgsjägers (solo il 10 Settembre i Lincolns persero 150 uomini), nonchè al fiume di fuoco dell’artiglieria tedesca. Per circa ventiquattro ore il fronte fu estremamente instabile e i combattenti continuarono nel consueto, sanguinoso tira e molla.
Il giorno 11 Settembre il Gen. Hawkesworth (Comandante della 46a divisione) cambiò la sua strategia. Invece di attaccare frontalmente Quota 449, dimostratasi praticamente imprendibile, egli decise di aggirare il Monte Gardo con un’avanzata sul lato sud-est, all’altezza della valle del Conca, ed assegnò questo compito al 16° Durham Light Infantry (DLI)
Quando questa unità raggiunse la località nota come “I Tufi”   (tre case disposte sul crinale Borgo-Monte Gardo, sulle balze che portano al Conca), si scontrò con il caposaldo difensivo predisposto dal III Abteilung Gebirgsjägern di Bachmaier. I combattimenti intorno all’avamposto durarono tre giorni e causarono forti perdite da ambo i lati.
Il vano assalto alla postazione de “I Tufi” fu l’ultima azione condotta dalla 46a divisione nel settore di Gemmano. Il 13 Settembre la divisione fu spostata sull’altro lato della valle del Conca, sulla cresta Montescudo-Montecolombo.
Il 13 Settembre, la 4a divisione indiana era a circa un miglio da Gemmano. La 46a e la 56a divisione avevano assaltato il crinale già dieci o undici volte ma, nonostante avessero conquistato il paese di Gemmano ed altre posizioni circostanti, non erano state in grado di smuovere i tedeschi dal bastione del Monte Gardo, l’insanguinata Quota 449, con la sua scura croce di legno a sovrastare colline e villaggi.
Alle 9:00 del mattino del 14 Settembre, l’11a Brigata Indiana, comandata dal Brigadiere Partridge, rilevò la 46a sul saliente di Farneto. Al 2° Reggimento Cameron fu assegnato il compito di prendere Quota 449, in stretta collaborazione con lo Squadrone ‘C’ dell’ 8° RTR e sotto l’ombrello protettivo del fuoco di duecentosessanta bocche da fuoco…

foto3gemvilla

La collina di Gemmano vista dalla Villa

L’assalto finale era stato programmato per le ore 03:00 del mattino del 15 Settembre…solo che era ormai troppo tardi. Infatti dopo il tramonto del 14 Settembre, il Ten.Col. Ernst, seguendo gli ordini ricevuti, si era già ritirato da Marazzano verso Montescudo e Sassofeltrio.

Ad ogni modo, un’ora e mezzo prima dell’attacco gli Inglesi aprirono il fuoco, senza sapere che solo pochi tedeschi di retroguardia erano rimasti nella zona. Un violento bombardamento (oltre 2.500 colpi furono sparati su Zollara e dintorni) rase in pratica al suolo la frazione.
I Camerons iniziarono il loro attacco in orario, partendo dall’altura di Farneto, e dopo sette ore, verso le 10:15 del mattino, dopo Zollara (conquistata verso le 05:30) essi riuscirono finalmente a prendere Quota 449. La resistenza fu incredibilmente scarsa e causò poche perdite, ma quando i Camerons raggiunsero il loro obiettivo, la scena che si aprì davanti aloro sulla cima del Monte Gardo fu veramente da incubo : 91 morti Inglesi furono evacuati solo dalla cima e dalle balze circostanti.
Testo  ricavato da :scritti e ricerche di:

foto9montemaggi2

Una foto del Prof. Amedeo Montemaggi

AMEDEO MONTEMAGGI (morto 11/luglio/2011), riminese, presidente del Centro Internazionale Documentazione “Linea Gotica”, già collaboratore dei maggiori quotidiani italiani e della RAI-TV, antifascista militante durante la 2^ guerra mondiale, è autore di numerose opere di carattere letterario e storico, (“Lo stile di Italo Svevo”, “Vita letteraria dell’Antico Egitto”, “J.R:Morton. La storia del Jazz”) e storico-fotografico “Finlandia”, “Pianeta Valmarecchia” ecc.). Studioso della 2^ Guerra Mondiale si è dedicato alla Campagna d’Italia ed in modo particolare all’offensiva della Linea Gotica (Battaglia di Rimini, o Offensiva estiva di Alexander o Battaglia degli Appennini di Kesselring) nell’estate-autunno 1944, di cui ha analizzato i vari aspetti in volumi obiettivi e puntuali, sottolineandone l’importanza epocale nel quadro della politica nazionale ed internazionale.

Le fonti di questo post:

1997 -”Linea Gotica. The Gothic Line” – Co-autori A.M. & Bill McAndrew: Bilingue-anglo-italiano, (Tavullia) La realtà dello sfondamento della Linea Gotica n.1 sul Foglia, nelle Marche.

1998 – Gemmano. La Cassino dell’Adriatico. The Cassino of the Adriatic, Bilingue-anglo-italiano (Gemmano,2ª ed) La battaglia di Gemmano e lo sfondamento della LInea Gotica n.2 nel Riminese

1999 – Leadership degli alleati e dei tedeschi sulla Linea Gotica (Accademia Militare, Modena) Studio tecnico delle tattiche tedesca (Auft
ragstaktik) e alleata (Befehlstaktik) sulla Linea Gotica.

Cronistoria di Rimini e della Linea Gotica dal 1942-1944, raccolta di 142 articoli (114 + 28) pubblicati sui quotidiani “Il Resto del Carlino” e “Corriere della Sera” dal 1942 al 1997.

le foto tratte dai siti: Gothic Line – Linea Gotica
Gemmano … 1944 – the homepage del Dr. M. Paesani
Impostazione e ricerca sul  web

Carlo Morigi

Un pensiero su “Per mai dimenticare: 73°Anniversario della liberazione di Gemmano da parte delle forze alleate e partigiane 4-15 Settembre 1944.

  1. Caro Carlo,
    complimenti per il tuo l’articolo sulla Linea Gotica, preciso e molto dettagliato.
    Mi ha fatto piacere vedere che qualcuno ancora si ricordi di tale ricorrenza,
    importantissima per la storia del nostro paese e della sua comunità. Quello che mi rattrista e vedere come le ultime amministrazione, vedi Negri poi a seguire amministrazione Santi, abbiano dato poca importanza a questa ricorrenza, che qualunque sia l’Amministrazione che si sussegue, deve ricordare a testimonianza delle generazioni future, quale segno tangibile della riconoscenza, che una comunità deve avere, nei confronti di chi, per la libertà di tutti noi a sacrificato la propria vita. Ho sperato fino a ieri che la nostra Amministrazione, ricordasse tale ricorrenza, non ci si aspettava tanto, bastava un manifesto di commemorazione, una messa al monumento ai caduti, ma vedere il totale disinteresse da parte dei nostri amministratori locali, mi ha molto rattristato, ma fatto anche un un pò di rabbia ! Il prossimo anno faccio fare a mie spese un manifesto di commemorazione !!
    La rabbia è dettata anche dal fatto di vedere il lavoro fatto andare in fumo. Vedi:
    “Progetto a sistema con le realtà locali e non, interessata dagli stessi eventi, vedi Montegridolfo, Montefiore, Morciano, Coriano, Rimini, Riccione per finire con San Marino e Cassinio”. (Progetto avviato nel 2007 con la realizzazione del Parco della Linea Gotica e il recupero della chiesa di Farneto) Vedi dettaglio allegato.
    Progetto per un sistema territoriale a rete della “Linea Gotica” pur mantenendo e partendo in ambito regionale, aveva come obbiettivo quello di confrontarsi e coinvolgere le aree interregionali interessate dagli eventi storici legati alla Linea Gotica, quali le Regioni Toscana, Marche (eventualmente la Liguria) e la Repubblica di San Marino, attivando subito le forme di collaborazione e integrazione affinché il sistema assuma un carattere univoco e su scala nazionale “Progetto sovraregionale”.

    In questo ambito esiste già un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2004 dai presidenti della Regione Emilia Romagna e Toscana, al cui interno è previsto la creazione di un “Parco culturale della Linea Gotica” con la possibilità di poterlo estendere alle altre Regioni interessate.

    Azioni progettuali e finalità.

    1. Creazione di un sistema territoriale a rete della “Linea Gotica” una sorta di “Ecomuseo storico” quale contenitore di memoria, identità culturale, territorio e paesaggio, a valenza nazionale ed europea.

    2. Allestimento di un grande itinerario storico della Linea Gotica “Luoghi della memoria” che partendo da Pesaro e dalla Valle del Foglia, attraversa tutti i passi appenninici tra la Romagna, l’Emilia e la Toscana fino al Tirreno, con collegamento in rete di tutti i principali luoghi teatro delle fasi più significative del conflitto sulla Linea Gotica, dal Litorale Adriatico, ai passi Appenninici fino ai territori di sosta invernale del fronte.

    3. La creazione di una o più strutture di accoglienza (da istituire ex novo o valorizzazione di strutture esistenti) con funzioni informative e centri di documentazione “Centri rete” ( Rimini -Gemmano-Montegridolfo – Cassino) che fungono da “porte di accesso” al sistema ed alle su articolazioni territoriali, dotati delle attrezzature necessarie per la loro attività rivolta alle scuole e all’informazione turistica (arredi, computer, proiettori, aule didattiche/espositive ecc) collegate in rete tramite un portale dedicato al progetto che possano dialogare tra loro e comunicare con l’esterno.

    4. “Messa a sistema” del patrimonio storico-culturale, pubblico e privato presente sul territorio provinciale relativo alla Seconda guerra mondiale ed in particolare al passaggio del fronte sull Linea Gotica (musei, mostre permanenti, archivi, itinerari escursionistici: rifugi – percorsi).

    5. La realizzazione di pacchetti turistici integrati completi di servizi nei principali luoghi di cui sopra.

    Gemmano essendo uno dei principali luoghi teatro delle fasi più significative del conflitto sulla Linea Gotica, si era a suo tempo candida ad essere Centro di documentazione “Centri rete”, il “Luogo della memoria” il punto di riferimento degli altri luoghi interessati dal conflitto sulla Linea Gotica, il Centro di documentazione ed informazione con collegamento in rete, della Provincia di Rimini, eravamo già ad un buon punto, ma poi dal 2009 si sono interrotti tutti i contatti con le altre realtà ed ora siamo da capo. E’ stato perso tempo prezioso, ma con un pò di interesse e passione, forse non è tutto perso, ma questa è un’altra storia che solo i Gemmanesi posso riscrivere.
    Un abbraccio,
    Luciano Emer Colomabri

Lascia un Commento